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Lavoro 7 giorni su 7 | Cosa Dice La Legge?

Veniamo da un periodo difficile, dapprima la pandemia da Covid 19 che ha messo in ginocchio milioni di persone: restrizioni, lockdown e chiusure Covid Italia hanno indubbiamente contribuito alla diminuzione o alla perdita del lavoro per molti, che a mala pena facendo un lavoro 7 giorni su 7 riescono a campare dignitosamente in un paese dove l’alto costo della vita è all’ordine del giorno. A questo punto, vi siete mai chiesto se è legale lavorare 7 giorni su 7? Andiamo ad analizzare quindi la situazione più nello specifico.

Giusto quando questo nefasto periodo di restrizioni Covid sembra concludersi e ora che si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel, arriva un ulteriore momento di crisi dovuto al conflitto in Ucraina, che ha visto l’aumento di tutte le materie prime, servizi e bollette, un’ulteriore batosta economica per le famiglie italiane, reduci già da un periodo nero. Premesso questo, è indubbio quindi che avere un lavoro sicuro, possibilmente a tempo indeterminato, sia oggi come mai vitale.

Fortunatamente con l’arrivo della bella stagione, in concomitanza con l’allentamento restrizioni Covid, sono molte le figure professionali che, soprattutto nel settore alberghiero e della ristorazione, vengono fortemente ricercate. Ottimo! Beh, non proprio a quanto pare o almeno non in tutti i casi. Dunque, sorge questa domanda: cosa dice la legge sul lavoro 7 giorni consecutivi?

Turni di lavoro su 7 giorni senza riposo

Siamo in un’epoca in cui i diritti dei lavoratori spesso vengono calpestati, quindi è meglio portare alla luce la verità: si può lavorare 7 giorni su 7? Come prima cosa andiamo a valutare dal punto di vista legale la questione, giusto per fare un po’ di chiarezza.

In Italia la Legge differenzia l’orario di lavoro normale dal lavoro straordinario e, nello specifico, fissa l’orario normale di lavoro settimanale40 ore a settimana, con alcune eccezioni, come ad esempio:

  • Giornalisti
  • Il personale poligrafico addetto alle attività di composizione, stampa e spedizione di quotidiani e settimanali
  • Dipendenti addetti ai servizi di informazione radiotelevisiva
  • Lavoratori delle imprese concessionarie, di servizi nei settori delle poste, autostrade, servizi portuali e aeroportuali, trasporti pubblici, telecomunicazione, oltre che in altri settori di primaria importanza.

Nella sua interezza, la normativa del nostro ordinamento del lavoro prevede che il calcolo orario di lavoro non possa mai superare le 48 ore settimanali totali, includendo anche le ore straordinarie. Precisiamo che il normale orario di lavoro si calcola settimanalmente e non giornalmente.

Cosa dice la Legge sul lavoro 7 giorni su 7?

Cerchiamo ora di rispondere precisamente alla domanda che ci siamo posti in precedenza, quindi è possibile lavorare 7 giorni su 7 e legale? Scopriamo insieme come si pronunciano le Leggi a riguardo.

Ebbene, secondo l’ordinamento del lavoro in Italia, lavorare 7 giorni su 7 è legale, e la questione in sé risulta incredibile! Al termine di questo lasso temporale però è previsto un riposo settimanale obbligatorio.

Il riposo settimanale a lavoro è un diritto del lavoratore contenuto nell’articolo 36 della Costituzione Italiana ed irrinunciabile. Quindi, sì, è possibile svolgere turni di lavoro su 7 giorni ovvero lavorare per 7 giorni consecutivi, a patto che al termine di questi ci sia almeno un giorno di riposo lavoro e si badi bene che a nessun lavoratore si può impedire di goderne, con sanzioni e severe conseguenze per chi non rispetta questi dettami ben precisi.

Quanti giorni consecutivi si può lavorare?

Ricapitolando, ogni 7 giorni il lavoratore ha diritto ad almeno 24 ore di riposo che iniziano dalla mezzanotte e terminano a mezzanotte del giorno seguente. Di conseguenza, come specificato chiaramente, lavorare 10 giorni consecutivi è illegale.

Per quanto riguarda le ore giornaliere massime di lavoro che, in teoria si possono effettuare, anche qui la Legge ci viene in soccorso con chiarezza, infatti, coloro che si stiano chiedendo se è normale lavorare 12 ore al giorno, la Legge stabilisce che la singola giornata di lavoro non può superare le 13 ore e, che tra la fine di una prestazione lavorativa e l’altra devono trascorrere almeno 11 ore (consecutive nelle 24 ore successive). Tutto chiaro?  Niente sfruttamento del lavoro per pochi euro all’ora.

Tipologie contratti di lavoro. Quali sono?

Oltre alle tipologie di contratto di lavoro che prevedono un impegno settimanale, cosiddetto a tempo pieno, ci sono anche delle alternative che si compongono di meno ore lavorative giornaliere, meno giorni di lavoro o, ad esempio lavoro a settimane alterne (una settimana di lavoro e una di riposo).

Queste tipologie contrattuali lavoro si suddividono in tre categorie distinte:

  • Lavoro part time orizzontale, il numero di ore di lavoro previsto è rapportato all’orario giornaliero. Sono contratti part time orizzontale quelli in cui il lavoratore si reca sul posto di lavoro tutti i giorni, solitamente per 4 o 5 ore
  • Lavoro part time verticale, in questo caso il lavoratore svolge un orario di lavoro full time, ma solo alcuni giorni della settimana
  • Lavoro part time misto, tipologia che combina lavoro part time orizzontale e verticale. Potrebbe essere richiesto al dipendente di lavorare alcuni giorni con orario full time e altri con orario part time, quest’ultima è molto diffusa in determinati settori e ultimamente sta prendendo molto piede. È molto probabile che grazie a queste modalità di contratto di somministrazione, un lavoratore abbia più contratti di lavoro part time: è possibile nella misura in cui riesca a svolgere le professioni, in base a quante ore di lavoro part time 7 giorni su 7 gli vengono richieste.

Lavoro part time e lavoro supplementare

Oltre ai lavoratori impiegati con contratti part time ore, c’è un’ulteriore tipologia contrattuale: il lavoro supplementare.

Il suddetto part time supplementare avviene quando un lavoratore part time con un contratto di 25 ore settimanali, svolge 5 ore supplementari.

Per quanto riguarda le ore di lavoro straordinario in part-time, anche i contratti part-time verticali o misti possono esserne interessati.

Salvo specifiche eccezioni, il lavoro supplementare part time non può eccedere il 25% delle ore previste dal contratto individuale, e la retribuzione deve superare quella ordinaria minimo del 15%.

Paghe irrisorie e lavoratori sfruttati in Italia

Finora abbiamo analizzato il mondo del lavoro dal punto di vista legale, ma com’è realmente la situazione lavorativa in Italia? Stando alle molte testimonianze dirette dei lavoratori stessi, la situazione non è delle più rosee.

Come abbiamo già anticipato nella parte iniziale di questo articolo, con l’estate alle porte, quindi con l’inizio della stagione turistica, aumenta la richiesta di manodopera di vario tipo, da impiegare specialmente nelle località turistiche (stabilimenti balneari, hotel, ristoranti) dalle Alpi alla Sicilia.

Detto così, non sembra esserci nessun tipo di problema, invece a quanto pare la realtà è tutt’altra:

  • Paghe da fame
  • Si parla anche di proposte lavorative con salari da 30-35 € al giorno
  • Turni di lavoro massacranti, talvolta di 12 o 13 ore, senza un giorno di riposo
  • Tutto in nero, perché assumere costerebbe troppo, con la mancanza totale di qualsiasi tipo di copertura assicurativa e quindi sanitaria

Con questo tipo di offerte di lavoro, giustamente, molti rifiutano o lasciano dopo pochi giorni, evidentemente quando scoprono a cosa stanno andando incontro. Con conseguente sequela di lamentele degli imprenditori del settore, che restando senza personale, danno colpa al reddito di cittadinanza, strascichi del periodo pandemico e la solita mancanza di volontà di lavorare da parte dei giovani.

La realtà come avrete capito è un’altra. Auspichiamo che a breve gli stipendi in Italia e i turni di lavoro 7 giorni su 7 siano favorevoli per entrambi e non, in molti casi, solo per chi assume. Stop ai turni di lavoro su 7 giorni con paghe da fame, stop allo sfruttamento dei lavoratori in Italia.

Financial Empires, La Redazione

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